Un regalo

Ti ricordi quel vecchio cappotto che mi regalasti tanti anni fa? Si, quello bianco e nero con i bottoni grandi. Forse troppo grandi per un cappotto così piccolo. La cintura scivolava sempre, ricordi? La trascinavo e a volte ho rischiato di perderla. Era un bel cappotto. Me lo avevi comperato in un negozio elegante e io ne avevo bisogno ma non potevo permettermelo. Eri generoso, economicamente parlando. Non l’ho più indossato da quando te ne sei andato. E’ rimasto appeso, solitario e triste, nell’ultimo angolo di armadio, quello che non aprivo mai. La fodera si era strappata ma avevo cucito la cintura, per non perderla nuovamente. Anche gli amori si rattoppano, si aggiustano. Si cuciono i sentimenti ma le esperienze talvolta lacerano l’anima. Così è successo a noi. La fodera del nostro “amore” era a brandelli e lo sai, a forza di cucire, oramai non teneva più. Ho provato a farla aggiustare da chi se ne intende, ma tutti mi dicevano “Lascia stare! Buttalo via!! E’ irrecuperabile”. Per un po’ quel cappotto solitario è rimasto nascosto sotto un cumulo di altri stracci in attesa di un nuovo utilizzo, magari non proprio come capo elegante ma in ogni caso utile. Da qualche giorno è finito in un sacco della differenziata. Come il nostro amore. Che strana fine fanno certe storie. Uno rattoppa e uno strappa, uno cuce e l’altro toglie i fili. Ora nell’armadio c’è una stampella, sola e vuota. Un po’ come me, in fondo. La degna fine per un cappotto elegante, non credi?

mg

2 risposte a "Un regalo"

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