anime colorate

Lei ama l’autunno e le sue foglie.

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Era una mattina speciale quella.

Si, davvero speciale.

Nei suoi sogni l’aveva vissuta centinaia di volte e ogni volta era come fosse la prima.

Sai quelle cose sperate per tanto, tanto tempo, al punto che quando stanno per accadere stenti a crederci.

Il sole brillava tenue all’orizzonte. Era sorto da poco e ancora la rugiada scintillava sui fili d’erba. L’aria era frizzante come d’autunno quando cominciano i primi freddi.

Per strada solamente qualche automobile e il tram che con il suo cigolio ritmato la accompagnava in quel risveglio meraviglioso.

Sul lungomare solo gabbiani famelici in cerca di cibo, starnazzavano le ultime notizie dal cielo e la sabbia scura tratteneva le impronte di chi la sera prima, aveva dichiarato il suo amore, fra il frangersi di un’onda e la crespatura della luna.

Nella sua mente mille pensieri vorticosamente giravano e sbattevano l’uno contro l’altro, creandone di nuovi e più confusi.

Cercava di acchiapparne qualcuno, di fermarlo e fissarlo per poterlo osservare e magari rinchiuderlo in qualche stanzino buio nella testa, ma per quanto li ri rincorresse velocemente, loro sembravano farsi beffe dei suoi tentativi.

Rimanevano lì uno sopra l’altro e cercavano di primeggiare in una gara ridicola, nella quale avrebbe vinto solamente il più prepotente di tutti.

Si sfregò le mani come per scaldarle un po’; in effetti però, aveva solamente bisogno di distogliere il pensiero da ciò che da lì a poco sarebbe accaduto.

Amava l’autunno.

Era la stagione che preferiva. I suoi colori vivaci, seppur vicini alla morte; le foglie non hanno paura di morire – pensò. Per loro è il ciclo della vita. Naturalmente il loro destino le porta a posarsi delicatamente alla base dell’albero e una vicino all’altra, scaldano e concimano quel prezioso amico da cui sono nate.

I pensieri si rincorrevano instancabili, mentre lei cercava di non calpestare le foglie a terra, come ultimo segno di rispetto alla loro bellezza.

Saltellando un po’ di qua e un po’ di là, le schivava e d’un tratto si trovò a volteggiare in un turbinìo rosso e giallo; un mulinello di vento aveva sollevato quelle meravigliose creature che leggere danzavano intorno a lei.

Le sembrò di sentirle ridere.


	

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